Brevissima storia dell'origami

Origami e` una parola giapponese che significa piegare (ori) la carta (kami). E` una tecnica, che talvolta diventa arte, che nasce in Oriente probabilmente attorno al sesto secolo d.C. I primi origami (una volta la carta era un lusso) erano rappresentazioni stilizzate di animali o oggetti, e venivano utilizzate per lo piu` in occasioni cerimoniali. Sono conosciuti una trentina di modelli tradizionali, tra cui e` doveroso citare la gru, prima simbolo di fortuna, poi divenuta simbolo universale di pace. Un monumento alla pace a Hiroshima e` composto da mille gru origami. Gli arabi portarono l'origami in Nord Africa oltre un millennio fa (per lo piu` geometrico, l'Islam vieta le immagini umane), e di la` in Spagna nell'VIII secolo (avete presente i colletti pieghettati degli spagnoli?). Dopo la cacciata degli arabi, la papiroflexia (che rimase) riprese ad occuparsi anche di altri soggetti. Nel Codex Atlanticus di Leonardo da Vinci c'e` (si mormora) un aereo di carta.

Brevissima storia dell'origami (2)

In questo secolo l'origami ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo; in particolare, dopo la seconda guerra mondiale, sono nate diverse organizzazioni di origamisti. La definizione di un linguaggio grafico (1950-1960) da parte di un giapponese, Akira Yoshizawa, ha contribuito non poco alla diffusione di modelli e tecniche sempre piu` sofisticate. Accanto ai tradizionali modelli, bidimensionali e stilizzati, sono stati creati modelli di ogni tipo: uccelli, fiori, mammiferi, pesci, crostacei, insetti, persone, macchine con forme spesso tridimensionali, e un'accuratezza nei dettagli veramente incredibile. E` nato l'origami modulare, in cui gli oggetti vengono ottenuti incastrando moduli relativamente semplici. Anche la bibliografia origami ha conosciuto un rapido sviluppo (anche se in Italia non e` facile trovare certi libri di origami...). Infine, in questi ultimi anni le tecnologie informatiche hanno permesso - e permettono - il rapidissimo diffondersi di diagrammi di modelli (il Pikachu esposto e` stato diagrammato in Giappone).

Regole dell'origami

La regola fondamentale, in origami, e` che non ci sono regole definitive. Ogni scuola, e in definitiva ogni origamista, puo` scegliersi le sue, piu` o meno rigide. I punti piu` discussi riguardano tipicamente:

Taglio: quasi tutti gli origamisti lo considerano di serie B e, per quanto possibile, lo evitano come la peste (curiosamente, la scuola tradizionale giapponese lo usava spesso).
Colla / nastro adesivo: sono talvolta tollerati (soprattutto in composizioni, per tenere in posizione i vari oggetti), anche se non proprio ben visti.
Colore: la carta da origami e` colorata, talvolta bicolore; non e` usuale colorare un modello per aggiungergli caratteristiche (ad es. gli occhi di Pikachu).
Forma della carta: si usano tipicamente quadrati o rettangoli (A4 e` il piu` noto), ma anche triangoli rettangoli o equilateri, esagoni, pentagoni, etc.
Numero di fogli: l'origami figurativo cerca di utilizzare un solo foglio per realizzare un soggetto; l'origami modulare ne usa anche migliaia (ci vuole un po' di pazienza, ma si fa).

Carta per origami

Non puoi sapere se una carta e` buona o no finche` non la provi... La caratteristica piu` importante e` la robustezza; una buona carta deve sopportare pieghe su pieghe senza rompersi. Poi viene il colore, che deve essere adatto alla figura che stai modellando. Pensa anche allo spessore della carta: per farfalle o fiori andra` bene della carta velina, che invece mal si adatta ad un elefante. Per quest'ultimo andra` meglio la carta "pelle d'elefante", mentre per il rinoceronte si rimane perplessi. Alluminio e carta velina, incollati uno sull'altro, permettono di realizzare insetti a grandezza naturale; bagnando del cartoncino e piegandolo prima che si asciughi si otterranno modelli granitici. La carta da regalo e` robusta, molto colorata, e permette di ritagliarsi il formato che si vuole (talvolta servono dei fogli grandi...). Anche la carta da pacco va bene. Non solo carta, per carita`. Si puo` usare anche metallo (mooolto sottile), stoffa (inamidata), pasta sfoglia (gnam!), reti metalliche. Sperimentate, provate, pasticciate. Alla peggio si butta via tutto e si ricomincia. E il legno? E` piu` difficile, ma non si sa mai. In fondo la carta da dove viene?

Modulari

L'origami modulare permette di realizzare praticamente tutte le figure note in geometria. Si parte dal semplice esaedro (detto anche cubo - ... e di` cubo!) per passare agli altri 4 solidi platonici (tutte le facce sono poligoni regolari uguali), a tutte le stelle che si possono immaginare, ai tori (detti anche ciambelle - ... e di` ciambella!). Una menzione particolare merita l'icosaedro troncato (detto anche pallone da calcio - ... e di` pallone da calcio!), formato da pentagoni (12) ed esagoni (20). Sono stati realizzati modelli di molecole, persino di alcuni frattali (!). Alcuni modelli sono mobili, primo fra tutti il flexicubo, formato da 8 cubetti incernierati che ruotano (no, non e` il cubo di Rubik, quello ha 3 cubetti per lato). Per inciso lo si realizza anche con un unico rettangolo di carta. Il piu` incredibile e` il flexicubo doppia stella, che non si puo` spiegare a parole. Bisogna vederlo. Chiedete. Non c'e` niente come realizzare un solido per capirne la struttura. Chi si ricorda com'e` fatto un tetraedro? O un ottaedro? A scuola si studiano (forse), ma poi si dimenticano. Se se ne costruisce uno non lo si dimentica piu`.

Tassellazioni

Con questo termine si intende una configurazione regolare che si puo` ripetere all'infinito. Alcuni esempi sono:
...
In origami e` composto da una serie di pieghe, fatte su un unico foglio, che si possono ripetere potenzialmente all'infinito. Il muro di mattoni e` un ottimo esempio. Abbiamo preparato un muretto da manipolare. Provate ad aprirlo completamente, e poi a richiuderlo. E` affascinante. Noterete che i muretti sono due, perfettamente simmetrici, uno davanti (orizzontale) e l'altro dietro (verticale). La chiusura del modello, una volta effettuate tutte le pieghe necessarie, va fatta lavorando su tutti i mattoncini contemporaneamente (non si puo` procedere ad es. da destra a sinistra).

Insetti

Gli insetti (e gli aracnidi, etc.) sono un capitolo a parte dell'origami. La presenza di 6 a 8 zampe, antenne, ali, eccetera, ha fatto di loro una sfida per molti origamisti. E anche le dimensioni ridotte contribuiscono a rendere la sfida ancora piu` affascinante. Tra i molti che si sono cimentati nella crezione di modelli di insetti citiamo Robert J. Lang, statunitense, che ha scritto un libro di modelli di insetti tra i piu` complessi che esistano, e Alfredo Giunta, italiano, i cui modelli sono di un realismo straordinario. Per realizzare insetti a grandezza naturale (o quasi) puo` essere utile l'uso di una pinzetta. E` comunque indispensabile utilizzare una carta che mantenga la piega (per evitare che le zampette si riaprano il giorno dopo...). Sono possibili due tecniche: usare carta metallizzata (ad es. ottenuta incollando alluminio da cucina e carta velina) o bagnare la carta prima di piegarla. Una volta asciugata, la carta (o il cartoncino) si indurisce mantenendo la piega.

Linguaggio

I primi diagrammi trascritti di cui si ha notizia risalgono al 1797, e riguardano le istruzioni per realizzare 1000 gru. Nella seconda meta` di questo secolo, per merito di un giapponese, Akira Yoshizawa, e di un americano, Samuel Randlett, si e` sviluppato e standardizzato un linguaggio grafico che permette di diagrammare anche i modelli piu` complicati. Pochi simboli rappresentano i diversi tipi di pieghe o mosse. Un modello diagrammato e` costituito da una sequenza di figure, ognuna delle quali mostra come sara` il modello ad un certo istante e quali pieghe occorrera` fare per ottenere la figura successiva. La prima figura e` il foglio iniziale, l'ultima il modello finito. Alcuni commenti possono spiegare dei passaggi delicati o risolvere ambiguita` (ad esempio quando una punta e` composta da diversi fogli sovrapposti, e solo alcuni vanno piegati). E in futuro? In rete esistono gia` animazioni di origami... uno clicca e vede come la carta deve essere piegata, passo dopo passo...

Associazioni

Esistono diverse associazioni nel mondo che raggruppano origamisti. Tra le piu` note citiamo BOS (British Origami Society), OUSA (Origami USA), Origami Tanteidan (Giappone), Asociacion Espanola de Papiroflexia (Spagna). In Italia esiste il CDO (Centro Diffusione Origami), che raccoglie attualmente circa 300 soci e organizza annualmente (in tardo autunno) un convegno. A Pergine Valsugana un gruppetto di appassionati si trova regolarmente nella Biblioteca Comunale. Se siete interessati chiedete. Abbiamo tenuto un paio di corsi base di origami l'anno scorso e se c'e` interesse potremmo tenerne ancora.

E in rete? Consigliamo il sito del CDO (http://www.essenet.it/cdo), quello di Joseph Wu (http://www.origami.vancouver.bc.ca) e partendo da questi poi trovate tutti i link che volete. Oppure semplicemente cercando "origami", "modular* origami", "math* origami" si trovano una miniera di informazioni, foto, diagrammi, idee...

Origami in vendita

1) ogni visitatore puo` comprarne uno solo
2) ogni origami costa un sorriso da "pagare" ad uno qualsiasi degli organizzatori dell'altro sesso

Autori della mostra

Cristina Beber
Giancarlo Grisenti
Giuliana Beber
Milena Casagranda
Mirta Casagranda
Orazio Puglisi
Roberto Gretter

ringraziamo la Biblioteca Comunale per il costante appoggio e supporto